Attacco in controtempo: come e quando farlo? È una mossa tennistica valida oppure no? Cerchiamo di capirlo insieme. 

Attacco in controtempo: in cosa consiste

L’attacco in controtempo è quel particolare modo di approcciare la rete che si fa una volta che si è capito che il colpo è stato più efficace del previsto. Spieghiamoci meglio: in un attacco a rete normale, il tennista avanza subito dopo aver colpito la palla. Nell’attacco in controtempo no, si effettua il colpo, si cerca di capire più o meno come va e si scende a rete per chiudere lo scambio.

Viene utilizzata solitamente come tattica per sorprendere l’avversario che, per l’appunto, viene preso in controtempo. Mentre sta cercando di colpire la pallina è concentrato solo su di essa e non si accorge di quello che sta accadendo nei pressi della rete; proprio per questo potrebbe tirare una palla normale (non un passante) ed essere infilato con una comoda chiusura a rete. Questo è, parole povere, l’attacco in controtempo nel tennis.



 

Ora, quando è utile utilizzare l’attacco in controtempo? Come è evidente, questa è una tattica più istintiva che ragionata e comporta una fondamentale capacità come avere occhio. Se avete occhio e riuscite a capire in una frazione di secondo (perché è di questo che stiamo parlando, una frazione di secondo) se la vostra pallina sarà particolarmente pericolosa oppure no, questa è la tattica che fa per voi. In caso contrario evitatela come la peste, sarebbe un suicidio.

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Attacco in controtempo: quando farlo

attacco in controtempoSolitamente è bene effettuare un attacco in controtempo con un topspin oppure con un colpo in lungolinea. Se poi si riesce a unire le due cose meglio ancora, un topspin lungolinea è davvero l’ideale per una soluzione tattica del genere; riuscire a farlo, però, non è proprio la cosa più semplice del mondo.

Il topspin è particolarmente indicato perché la palla rimbalza alta e l’avversario è impegnato a fissarla per trovare il movimento giusto per colpirla. In questa frazione di secondo l’attacco in controtempo è letale e molto, molto redditizio. In una situazione come questa si deve chiudere lo scambio con una facile volée incrociata; non bisogna strafare, niente demi-volée o colpi raffinati.

La cosa si complica, e non poco, se lo si fa nel modo sbagliato. La situazione classica è quando si pensa che un colpo possa essere definitivo e invece non lo è. A quel punto, con l’attacco in controtempo in atto, è dura: l’avversario vi può facilmente passare (se siete stati troppo lenti e quindi siete nella terra di nessuno) oppure superare con un pallonetto.



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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio. La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer. Contatti: francesco_agostini@hotmail.it

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