Con l’avvicinarsi dell’estate e l’inizio della stagione balneare si sente il bisogno di allenare i muscoli del petto, quelli che più di tutti (assieme alle gambe) saranno ben visibili in spiaggia e che durante l’inverno potrebbero aver accumulato un po di grasso.
In questa breve guida spiegheremo come allenare questi muscoli, sia con gli attrezzi che a corpo libero, naturalmente ci vuole costanza e impegno.

Allenare i muscoli del petto con i piegamenti a terra

I piegamenti a terra (le flessioni) sono il modo più semplice per allenare tricipiti e pettorali. Si tratta di un esercizio aerobico, che può essere quindi fatto senza l’utilizzo di manubri o di attrezzi di alcun tipo.



 

Le mani devono essere posizionate a una ampiezza maggiore di quella delle spalle, in modo da poter attivare la muscolatura esterna del petto e allargarlo in maniera di poter avere una postura regale.

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Le ripetizioni consigliate sono almeno 10 da ripetere per tre serie al giorno, in questa maniera in pochi mesi (2-3) si potranno avere dei pettorali ben pronunciati e delle braccia muscolose e prive di grasso.

Allenare i muscoli del petto con la bench press

Il secondo esercizio da eseguire è la Bench Press, ovvero la distensione che si fa su una panca inclinata. Occorre inclinarla di circa 30 gradi e poi prendere il bilanciere e iniziare a fare delle ripetizioni. Ne bastano 10 per tre serie da fare all’inizio con il bilanciere scarico (pesa circa 10 chili), dopo di che si può aumentare gradualmente il peso aggiungendo delle pizze prima da 5 chili e poi sempre più pesanti.



 

Per non stressare i tricipiti e i pettorali occorre infatti iniziare con pesi leggeri e solo gradualmente far salire il peso affinché la muscolatura possa sostenere senza problemi lo sforzo fisico. Con questi due piccoli esercizi sarà possibile sviluppare degli ottimi pettorali in poco tempo.

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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.