Come giocare sulla terra rossa? Chi si avvicina per la prima volta al tennis deve subito imparare che il gioco, e conseguentemente anche la tattica, cambia considerevolmente in base alla superficie. Un conto è approcciarsi al tennis sulla terra rossa, un altro conto è farlo sul cemento e un altro ancora sull’erba. Su ogni superficie il cambio è a dir poco radicale.

Consigli di base per giocare bene sulla terra rossa

Partendo dalle basi, per giocare bene sulla terra rossa bisogna seguire principalmente tre consigli, utilissimi per dare un’impronta ben precisa al nostro gioco. Riassumendoli, essi sono:

  1. Usare molto topspin;
  2. Servire la seconda sempre in kick;
  3. Giocare da fondocampo.

Con questi tre piccoli consigli possiamo dire di essere già entrati nell’ottica della terra rossa che, ribadiamo, è cosa completamente diversa dal giocare sul cemento, tanto per fare un esempio. Vediamo adesso qualche tecnica avanzata per fare ancora meglio.

Consigli avanzati

Ecco alcuni punti fondamentali per avere quel qualcosa in più sulla terra rossa. Dovete:

  1. Posizionarvi almeno mezzo metro indietro rispetto a come giochereste sul cemento;
  2. Martellare con il topspin sul colpo debole del vostro avversario;
  3. Attendere che il tennista che vi sta di fronte accorci per poi affondare il colpo.

Con questi piccoli consigli dovreste riuscire a indirizzare il gioco dove volete voi, almeno in teoria!

Cosa non fare sulla terra rossa

Allo stesso modo, ci sono alcune cose che un tennista non dovrebbe fare su questa particolare tipologia di superficie. Principalmente esse sono:

  1. Non giocare serve and volley;
  2. Non cercare a tutti i costi il vincente, come fareste sul cemento;
  3. Giocare lo slice solo in fase difensiva e non come tattica per sfiancare l’avversario. Su una superficie come la terra rossa la pallina rimbalza più alta e lo slice non è letale come potrebbe esserlo sull’erba.

Conclusioni

terra rossaQuanto è importante imparare a giocare bene sulla terra rossa? Moltissimo, semplicemente per un fattore: in Italia si gioca all’80% su campi in terra rossa tant’è che, mediamente, quasi tutti i circoli hanno uno, massimo due campi in cemento, a fronte di almeno cinque o sei in terra rossa. Di conseguenza, i tornei si giocano quasi tutti su terra rossa.

Un altro aspetto è che su questa superficie esiste maggiore livellamento tecnico e non sempre chi è più forte vince. Spesso chi si porta a casa la vittoria è quel tennista che è capace di attendere, di pazientare e poi di colpire al momento giusto dello scambio. Ciò che può essere letale sul cemento, sulla terra rossa non lo è affatto e questo è sicuramente un bene per chi è meno dotato fisicamente ma ben allenato.

 

 

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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.