Andy Murray sa che il tempo stringe: a 30 anni la parte più bella della carriera è chiaramente alle spalle, ma non è detta l’ultima parola.

Andy Murray pronto a sfruttare le poche opportunità

Il britannico Andy Murray, dopo un buon Roland Garros, è in grande ripresa. Dopo alcuni scivoloni subiti in questa prima metà del 2017, il britannico è riuscito a raggiungere le semifinale nel Major parigino, perdendo in 5 set da Stanislas Wawrinka. Visto il gioco espresso in questi mesi, l’exploit in terra francese è stato un mezzo miracolo, a cui Murray intende dare un seguito.



 

Come già accennato in precedenza, il tempo avanza inesorabilmente anche per lui e non sarà affatto un avversario semplice da battere. Non tutti possono essere longevi come Roger Federer, questo è chiaro, e Andy Murray lo sa benissimo:

“Non mi aspetto di vincere Slam a 35-36 anni, quindi cercherò di fare del mio meglio ora. Non avrei mai pensato di vincere Wimbledon una volta, l’ho vinto due volte e ora vado per il terzo…non so quante altre opportunità avrò di lottare per vincere gli Slam, perciò quelle che mi capiteranno le coglierò.”

Andy Murray in fiducia per Wimbledon

Andy MurrayLa buona prestazione di Andy Murray al Roland Garros lo ha spinto a ritrovare se stesso e il suo tennis, un gioco estremamente muscolare e redditizio, anche se stancante. A Parigi ha dimostrato che può essere ancora estremamente pericoloso e che non è un caso se occupa la prima posizione del ranking mondiale:

“Se non avessi fatto bene a Parigi, sarei arrivato alla stagione su erba a corto di fiducia e di partite. Vincere cinque match e perdere in semifinale contro Wawrinka un duro match, mi aiuterà per l’erba, una superficie dove mi sento più in fiducia.”

In Inghilterra è più che normale che il suo nome figuri tra i favoriti, oltre a quello ‘storico’ di Roger Federer. Con l’instabilità di Djokovic e la poca affidabilità di Nadal sull’erba (quest’erba veloce), Murray è il più serio pretendente dopo Re Roger a vincere Wimbledon.

Con queste premesse sarà comunque difficile fare un pronostico ma una cosa è certa: il britannico c’è e non intende mollare un millimetro.



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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio. La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer. Contatti: francesco_agostini@hotmail.it

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