Il russo Karen Khachanov ha vinto l’Atp Marsiglia: in finale è riuscito a superare il talentuso padrone di casa Lucas Pouille. Alla fine il russo ha così commentato: “Spero che tra me e Lucas ci siano più finali in futuro. Appena sono venuto qui in Francia ho sentito che stavo giocando molto bene. Sono felicissimo.”

La finale dell’Atp Marsiglia è stata bella e combattuta, tra due giovani tennisti emergenti che promettono da qualche anno a questa parte di prendersi le vette del ranking. Alla fine ha prevalso dopo un’ora e quarantasette minuti di partita il russo Khachanov, che si è imposto con il punteggio di 7-5, 3-6, 7-5.



 

La partita è stata bella e combattuta ed entrambi i tennisti avrebbero potuto tranquillamente vincere. Due sono stati i leitmotiv principali: il russo attaccava Pouille con un dritto carico in topspin sul rovescio bimane dell’avversario, mentre il francese cercava di aggredire Khachanov e di non farlo scambiare più di tanto.

Entrambi hanno cercato a loro modo di effettuare delle contromosse: Lucas Pouille, ad esempio, ha spesso abbandonato il bimane per controbattere al topspin con un rovescio slice vecchia scuola, ma è servito a poco. Nella finale dell’Atp Marsiglia il francese è sembrato essere piuttosto stanco, soprattutto nel terzo set dove avrebbe potuto dare qualcosa di più.

Karen Khachanov ha fatto benissimo soprattutto al servizio, che è una delle sue migliori frecce al suo (vasto) arco. Il russo, infatti, con la seconda di servizio ha raccolto il 69% dei punti, una percentuale alta che, di fatto, ha limitato molto Lucas Pouille in risposta. Il francese, dal canto suo, non si può dire certo che abbia giocato male, anzi.

Gli è mancato il guizzo, forse, ma non si può dire affatto che non abbia lottato per tutta la finale dell’Atp Marsiglia, anzi. Lo dimostra il fatto che ha opposto una strenua resistenza a Karen Khachanov, soprattutto in termini di palle break salvate: alla fine del match sono state la bellezza di 7 su 10, ossia il 70% complessivo.

Lucas Pouille, anche se ha perso l’incontro, non fa drammi: “Karen è un giovane tennista che sta facendo molto bene e che entrerà prestissimo nella top 20. Gli faccio tutte le mia più sentite congratulazioni. Un’altra finale in un torneo Atp è certamente qualcosa di molto positivo per me. Spero davvero di poter continuare a giocare bene anche nelle settimane da qui in avanti.”

Per Karen Khachanov, l’Atp Marsiglia è il secondo torneo vinto della sua carriera. Il russo sta dimostrando di aver trovato finalmente la sua dimensione e di essere estremamente pericoloso quando comprende la sua forza e i limiti dell’avversario. Attenzione, però, alla dinamica del suo dritto, ancora poco ortodossa e forse eccessivamente macchinosa per il gioco moderno.

Il rischio, concreto, è quello che possa fare esattamente come un altro ottimo giocatore come Ernests Gulbis, che aveva (forse in maniera più grave) lo stesso problema. Prima che sia troppo tardi bisognerebbe accorciare il movimento e renderlo leggermente più fluido in fase di caricamento. Sprecare un talento del genere sarebbe davvero un peccato.



 
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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.