Carlos Moya è ovviamente contento per la finale raggiunta da Rafael Nadal a Madrid. La cosa che lo stupisce di più, comunque, è la sua voglia di migliorare.

Carlos Moya stupito da Nadal

Carlos Moya è raggiante dopo la splendida vittoria del maiorchino contro uno dei rivali storici come Novak Djokovic ottenuta a Madrid. Una vittoria che rilancia ancora di più la carriera del maiorchino in questo straordinario 2017 per lui: dopo la vittoria a Montecarlo e a Barcellona, eccolo giungere ad un’altra finale a Madrid.

La cura Carlos Moya sta dando davvero i suoi frutti, anche se il connazionale spagnolo dà tutto il merito di questa straordinaria rinascita allo stesso Rafael Nadal, un tennista in grado di risorgere dopo due anni bui:



 

“La perfezione assoluta non esiste. Rafa ha sempre avuto la voglia di migliorare ed evolvere, è questo ciò che lo sta mantenendo in alto e che lo sta facendo giocare per aspirare a tutto da tanti anni.”

Carlos Moya sulla crescita tecnica di Rafa

Carlos MoyaCiò che colpisce maggiormente in questo 2017 è il fatto che Rafael Nadal riesce a vincere partite che nel 2015, ma anche nel 2016, avrebbe tranquillamente perso. Questo perché il dritto adesso è più profondo, più incisivo, e il servizio più veloce e penetrante; adesso lo spagnolo può vantare più armi a sua disposizione e, di conseguenza, più situazioni in cui riesce a mettere in seria difficoltà l’avversario.

Carlos Moya non può che essere contento di questa importante sterzata, conscio che adesso lo spagnolo può battere davvero chiunque:

“Siamo tornati a vedere il Rafa a cui siamo abituati, imponendo un ritmo alto in campo. Tutto il team gli ha fatto notare che deve essere aggressivo, ci sono giorni in cui ci riesce e altri no, ma ci prova sempre. Il servizio lo sta variando molto bene.”



 

La dedizione al lavoro e al sacrificio lo stanno ripagando di tutto, e tutte queste vittorie non fanno altro che sottolineare quanto sia grande il suo talento. Ma, attenzione all’ultimo ostacolo sulla via di Madrid: quel Dominic Thiem che sulla terra rossa può fare grandi cose.

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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.