Wild card: vi siete mai chiesti in che cosa consiste? Nell’articolo di oggi cercheremo di spiegarvelo.

Che cos’è una wild card

La wild card è una sorta di ‘permesso speciale’ che gli organizzatori dei tornei, di tanto in tanto, decidono di concedere. In parole povere è una sorta di ‘lasciapassare’ che permette agli atleti di competere in manifestazioni in cui, seguendo il regolamento, non potrebbero farlo; è una sorta di pass che gli organizzatori danno a determinati tennisti.

Solitamente questo ‘lasciapassare’ si dà a tennisti molto giovani, a delle promesse, per far fare loro esperienza in una competizione importante. Oppure, all’opposto, si concede una wild card a vecchi giocatori oramai sul viale del tramonto, per una certa riconoscenza nei loro confronti, per quello che hanno dato a quello specifico torneo o allo sport in generale.



 

In entrambi i casi questi tennisti non avrebbero il permesso di accedere alla competizione, come da regolamento. Per entrare nel main draw (il tabellone principale) di un torneo ci vuole una determinata classifica, che deve essere per forza di cose alta. Tramite la wild card si salta a piè pari il discorso della classifica e si entra di diritto in tabellone. Come dicevamo prima, è una sorta di lasciapassare.

Wild Card, il caso Goran Ivanisevic

Solitamente chi riceve una wild card non ha grosse pretese: si accontenta di una passerella o poco più. Questo, però, non fu il caso del tennista Goran Ivanisevic, che nell’edizione del 2001 di Wimbledon riuscì ad arrivare fino in fondo e a vincere il tanto agognato trofeo.



La sua fu una cavalcata indimenticabile e leggendaria, che gli permise di entrare di diritto nella storia: è a tutt’oggi l’unico tennista ad aver vinto Wimbledon grazie ad una semplice wild card, un ‘permesso speciale’. Una storia meravigliosa la sua e chissà che un domani non si ripeta.

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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio. La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer. Contatti: francesco_agostini@hotmail.it