Fabio Fognini ha sconfitto il compagno di Davis Seppi e si prepara alla mission impossible con Stanislas Wawrinka.

Fabio Fognini, vs Stanislas Wawrinka

La sfida che si prospetta tra lo svizzero Stanislas Wawrinka e il ligure Fabio Fognini è uno di quei match interessanti e altamente imprevedibili. Entrambi sono giocatori dall’elevato tasso tecnico ma che hanno spesso la caratteristica di abbassare il livello della concentrazione, sia all’interno della stessa partita che tra un turno e un altro.



 

A questi livelli è sicuramente più abituato lo svizzero: vincitore di 3 slam su 4 (Australian Open, Roland Garros e US Open) e con una carriera certamente migliore del nostro, pur non essendoci una differenza abissale di talento. Rispetto a Fabio Fognini, però, l’elvetico è riuscito ad ottenere molto di più dal suo tennis e ciò lo rende senza ombra di dubbio il favorito del torneo, come il taggiasco sa bene:

“Speriamo stia maleSarà un’altra partita in salita, contro un ex campione di questo torneo. Lui ha ripreso ritmo nel corso dell’ultima settimana, vincendo a Ginevra e superando due turni qui. Cercherò di fare il mio gioco. Da una parte son tranquillo, ma dall’altra so di non essere il favorito.”

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Fabio Fognini batte Andreas Seppi

Fabio FogniniMa facciamo un passo all’indietro e torniamo alla cronaca di ieri. Nello slam parigino è andato in scena il derby italiano tra Fabio Fognini e Andreas Seppi, che ha visto il ligure spuntarla in 3 comodi set (6-4 7-5 6-3). L’altoatesino si è arreso senza opporre grandissima resistenza, segno ormai evidente che il lento declinare della sua buona carriera si sta accelerando sempre di più.

Su una partita del genere, segnata dall’inizio alla fine, c’è ben poco da commentare. Molto più interessante invece scavare in quello che è il contorno di questo derby italiano, dato che è lo stesso Fabio Fognini a svelarci il rapporto puramente professionale tra i due pilastri di Coppa Davis:

“Certamente ho più rapporti con Simone [Bolelli] dato anche che giochiamo il doppio insieme, c’è un rapporto più stretto. Ci vediamo nei tornei, ci sentiamo ogni tanto ma abitiamo lontano… insomma non siamo intimi. Tra noi c’è un’amicizia professionale.”



 
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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.