Gunter Bresnik, oltre che essere l’allenatore di Dominic Thiem è anche il coach part-time di un tennista talentuoso e ‘folle’ come Jerzy Janowicz.

Gunter Bresnkik su Janowicz

Gunter Bresnik, coriaceo e rude allenatore Atp, ha un certo fiuto per i tennisti sregolati. Se negli ultimi tempi sta sicuramente respirando grazie al diligente Thiem. la stessa cosa non si può dire certo del suo passato. Pensate, infatti, che Bresnik, oltre che allenare part time uno come Janowicz, si era preso la briga di assistere anche il lettone Ernests Gulbis, uno che potrebbe scrivere un libro sulla ‘vida loca’.



 

Anche se pazzi e irruenti, tutti e due questi giocatori possiedono un gran talento. Quello di Jerzy Janowicz forse più ‘timido’, visto che oramai il suo nome era completamente sparito dai radar del tennis che conta, sprofondando sempre più in basso in classifica. Dopo la vittoria di ieri sul bulgaro Grigor Dimitrov, però, ecco che il suo profilo è tornato prepotentemente alla ribalta:

“Mi sono offerto di aiutarlo perché ho visto in lui delle qualità incredibili che non vengono sfruttate. Ha un ottimo servizio, eccellente impatto con il dritto e il rovescio, mano molto buona, tocco e volée. E poi è un po’ pazzo, molto espressivo.”

Gunter Bresnik, il signore delle cause perse?

Gunter BresnikCon Thiem sotto le sue ali protettive, Gunter Bresnik si sta togliendo tante soddisfazioni. Lo stesso però non si può dire di Gulbis e Janowicz, due giocatori altalenanti e che rappresentano (nel caso del lettone ‘hanno rappresentato’) una sorta di sfida per il coriaceo allenatore.

Seguire passo passo tennisti indisciplinati e ribelli non deve essere stato certo facile per Bresnik, che racconta:

“Jerzy è testardo, non gli piace ascoltare. Durante gli allenamenti mi sentivo come una radio: stavo lì a ciarlare, sullo sfondo, mentre lui faceva di testa sua.”

L’exploit di Janowicz contro Dimitrov potrebbe rimanere tale, ma potrebbe anche significare una sorta di rinascita, per lui. Tutto starà alla sua capacità di ricominciare e di rimettersi in gioco, vista anche la sua bassa posizione di classifica attuale: riuscirà a rimettere in piedi una carriera che è pericolosamente scivolata?



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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio. La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer. Contatti: francesco_agostini@hotmail.it

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