Paolo Lorenzi, uno dei tennisti italiani più forti degli ultimi anni, parla in maniera convincente di come sia cambiato negli ultimi anni questo sport. 

Paolo Lorenzi e il tennis di oggi

Con l’andare del tempo e soprattutto della tecnologia, il tennis cambia e i tennisti, per rimanere al passo coi tempi, devono necessariamente cambiare con esso. Il senese è migliorato tantissimo negli ultimi anni, segno che lui e tutto il suo staff sono attentissimi a non rimanere mai indietro in qualsiasi aspetto del mondo della racchetta.



 

Un ambito che secondo Paolo Lorenzi ha acquisito particolare importanza è il servizio. Servire bene, soprattutto sulle superfici veloci, significa avere un vantaggio non indifferente negli scambi: chi ha una buona prima mette subito il punto a suo favore, salvo stravolgimenti inaspettati o delle particolari doti difensive dell’avversario:

“Nel tennis di oggi le cose sono molto cambiate, ma direi che il servizio è diventato il colpo più importante. Fino a qualche anno fa non era così. Anche i cosiddetti NextGen sono molto competitivi dal quel punto di vista, prendi sempre Zverev, Kyrgios, lo stesso Fritz. Quella ormai è la chiave del gioco.”

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Paolo Lorenzi e le amicizie professionali

Paolo LorenziIl derby vinto da Fabio Fognini contro Andreas Seppi al Roland Garros ha riacceso una ‘polemica’ antica ma sempreverde: quella sulla vera o presunta amicizia tra i compagni di Coppa Davis. Il ligure non ha affatto nascosto di avere un rapporto prettamente professionale con l’altoatesino e nulla più. Allo stesso modo, anche se con i dovuti distinguo, ha parlato anche Paolo Lorenzi:

“Credo che sia normale, la definizione di amici professionali mi pare un buon compromesso. Vero, passiamo del tempo insieme ma ognuno poi ha il suo coach e restiamo avversari nei tornei. In vacanza ci vado con i vecchi amici. Possiamo far serate, ma quando si hanno momenti liberi dal circuito li passo con gli amici d’infanzia.”

Compagni di Coppa Davis, dunque, ma alla fine ognuno a casa sua. L’unica amicizia vera tra i ragazzi di Corrado Barazzutti è quella tra Fognini stesso e Simone Bolelli, compagni anche di doppio: per il resto (purtroppo) regna sovrana la freddezza.



 
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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.