Rafael Nadal ha incamerato il secondo successo in poche settimane ma è già proiettato al futuro: nello specifico, Madrid.

Rafael Nadal con la testa a Madrid

Gli obiettivi da centrare per un tennista non finiscono mai. I professionisti sono abituati a giocare sempre, o quasi: giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Naturalmente questo stile di vita porta a non fermarsi mai a pensare, ma a cercare di essere competitivi sempre e comunque. Questo è quello che accade a Rafael Nadal, uno dei tennisti più in forma del 2017.

In poche settimane il maiorchino ha portato a casa due tornei incredibili come Montecarlo (un Atp Masters 1000) e Barcellona (un Atp 500). Mica robetta, insomma. Ha battuto tennisti del calibro di Dominic Thiem, sciorinando un gioco che ci ha riportato alla mente i bei tempi, quelli in cui dominava il circuito in lungo e in largo. Rovescio a due mani solidissimo, dritto in topspin letale e un servizio che ha notevolmente aumentato la sua efficacia.



 

Anche il fisico del maiorchino sembra finalmente rispondere bene. Dopo due anni di acciacchi e doloretti di varia natura, Rafael Nadal appare in gran forma. Questa sua sicurezza lo ha portato a proiettarsi subito con la testa al prossimo torneo, Madrid, sempre tenendo i piedi per terra:

“Arrivo bene a Madrid. Questo è chiaro, ma anche l’anno scorso ci sono arrivato bene e mi sono infortunato al polso. Uno deve pensare con tranquillità e umiltà, sapendo che le cose stanno andando bene ma che possono cambiare rapidamente. Questo è lo sport.”

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Rafael Nadal rimane umile

Rafael NadalLo spagnolo Rafael Nadal è conosciuto nel circuito per essere un ragazzo umile e corretto. Nessuno si è mai lamentato di lui o ha avuto a che ridire con la sua persona e ciò la dice lunga sul suo atteggiamento dentro e fuori dal terreno di gioco. Questa sua mentalità lo ha portato a vincere molto ma, allo stesso tempo, a non esaltarsi mai troppo.

Il maiorchino sa perfettamente che si trova nella parabola discendente della sua carriera. A giugno compirà 31 anni e anche se è vero che la vita dell’atleta al giorno d’oggi si è allungata, è innegabile che il meglio è purtroppo alle spalle. Di questo Rafael Nadal ne è consapevole:

“Ogni volta che vinco, penso che potrebbe essere l’ultima volta che lo faccio. Ogni vittoria è unica. Ricordo tutte le vittorie che ho avuto. La logica dice che man mano ci sono sempre meno possibilità di vincere più titoli, ma ciò non toglie che tutti i miei trofei hanno avuto un valore importante per me.”



 
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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.