Dopo la brutta partita persa alle Atp Finals, Roger Federer si lascia andare a una bella intervista e rivela alcuni aspetti oscuri del suo passato.

Roger Federer e lo psicologo

A vederlo al giorno d’oggi così sereno e tranquillo, nessuno sospetterebbe mai che Roger Federer in passato fosse una persona irascibile. Talmente irascibile che i suoi genitori in età adolescenziale gli consigliarono di andare in terapia da uno psicologo per aiutarlo a superare quegli scatti che sembravano non avere mai fine:



 

“A 16 anni la mia famiglia decise che dovevo andare dallo psicologo perché mi arrabbiavo troppo spesso. In campo ero un disastro: lanciavo continuamente le racchette e me la prendevo per qualsiasi cosa. Non avevo un bell’approccio, per niente.”

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Le parole del primo allenatore nei confronti di Roger Federer

I frequenti scatti d’ira dello svizzero, nei primi anni giovanili, avevano il brutto effetto di oscurare il suo talento. Lo stesso elvetico racconta di quello che gli disse il suo primissimo allenatore:Roger Federer

“Fu davvero uno shock. Mi disse: ‘Con quelle mani che ti ritrovi non potrai fare davvero mai nulla nel tennis. Al massimo potrai fare dei caffè e poco altro.”

Da quel momento, qualcosa è scattato nella mente del rossocrociato. Qualcosa di positivo, ovviamente, che gli ha dato la motivazione giusta per poter ambire a una posizione di rilievo nel mondo del tennis, quello sprone in più di cui aveva necessariamente bisogno per andare avanti. Da quel momento, infatti, le cose cambiarono, e in meglio:

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“Quelle parole mi cambiarono radicalmente. Qualcosa nella mia mente scattò e io cambiai  personalità. Da quel momento iniziai a provare giorno e notte i colpi, fino a che non mi riuscivano in maniera perfetta. Mi mettevo al muro a palleggiare per cento e anche mille volte di seguito, senza sosta.  Alla fine devo ringraziare quell’allenatore perché mi ha spinto a dare il meglio, a sacrificarmi per il tennis come non avevo mai fatto fino a quel momento.”

L’esempio di Roger Federer ci fa comprendere che, se davvero lo vogliamo, possiamo cambiare in meglio. Nessuno è perfetto, nemmeno re Roger, ma tutti possiamo lavorare costantemente su di noi e raggiungere grandi traguardi.



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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio. La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer. Contatti: francesco_agostini@hotmail.it