Il connazionale e amico Marc Rosset si è voluto esprimere su Roger Federer e sulla sua seconda giovinezza alla veneranda età di 36 anni. Lo svizzero infatti ha dichiarato: “Adesso Roger è numero uno del mondo e pensare che quando qualche anno fa perdeva con Novak Djokovic tutti dicevano che era finito.”

Marc Rosset ha elogiato in maniera sentita Roger Federer per tutto quello che è riuscito a fare da qualche anno a questa parte, a un’età in cui la maggior parte dei tennisti si muovono sotto un profilo più basso o si sono già ritirati da un pezzo. L’attuale numero uno del mondo, invece, continua a fare incetta di tornei e a vincere come se avesse dieci anni di meno:



 

“Anche quando perdeva contro Novak Djokovic, Roger Federer non ha mai smesso di cercare soluzioni adeguate per migliorare il suo tennis. Molti dicevano che non avrebbe più vinto, ma le cose non sono andate così e ha dimostrato a tutti che aveva ragione lui. Di questo ne parlammo insieme in aeroplano dopo una partita di Coppa Davis.”

Continua Marc Rosset: “Gli chiesi se gli dava fastidio tutto quello che scrivevano i giornali ma lui mi rispose che per tanti anni avevano scritto cose belle su di lui e ora non importava se le cose andavano un po’ peggio del solito. Roger Federer è un tipo che vive di emozioni del momento, ma quando compila il suo personale calendario è un tennista come tanti. In questo è assolutamente normale.”

La vittoria agli Australian Open prima e il raggiungimento della prima posizione mondiale poi non hanno assolutamente cambiato il modo di essere di Roger Federer, che ha sempre mantenuto quella calma e quell’umiltà che gli è tipica. Anche Marc Rosset non ha potuto che constatare quanto lo svizzero sia, a dispetto della quantità industriale di trofei vinti, un tennista qualunque:

“Ha un comportamento normalissimo, davvero. Il fatto che sia tornato a vincere tornei così importanti non mi sorprende affatto, anzi; è una conferma. Rogere Federer non ha mai detto: ‘Non vincerò altri slam’ e così quando poi li ha vinti, io non mi sono sentito affatto sorpreso.”

Marc Rosset, nella sua semplicità, ha detto il vero. C’è stato un periodo, soprattutto ne 2015, quando Novak Djokovic sembrava essere di un altro pianeta e Roger Federer pronto oramai alla via del tramonto. Probabilmente Federer non si sentiva così, e di questo adesso ne siamo assolutamente sicuri, ma le apparenze dicevano esattamente questo.

Poi, però, è avvenuto l’imprevisto: Novak Djokovic è completamente crollato, prima psicologicamente e poi fisicamente, mentre Roger Federer, esattamente come Rafael Nadal, è rinato a nuova vita, tappando la bocca a tanti suoi detrattori. Un capovolgimento di fronte incredibile, straordinario, che ancora oggi non smette di stupire.

Mentre Djokovic deve ritrovare al più presto la sua strada (lo rivedremo a Madrid sulla terra rossa), lo svizzero la sua sembra avercela ben chiara in mente: continuare a vincere trofei su trofei, diventando lo sportivo più straordinario, elegante e vincente di tutto il mondo.



 
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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.