Valutazione della redazione

8.1
Voto globale

La Babolat Pure Drive 2017 è uno dei titoli forti di questo 2017, destinato (come sempre) a far discutere e a dividere in amanti e detrattori. La nota azienda francese è così, o la si odia o la si ama, c’è poco da fare.


La prima cosa da dire riguardo al modello Babolat Pure Drive 2017 è che bisogna accostarcisi senza alcun tipo di pregiudizio. Chi non ama le Babolat probabilmente continuerà a non amarle, ma questo non significa non riconoscerne tutte le potenzialità e le buone qualità. Tradotto: bisogna mettere da parte l’astio presente in una (buona) fetta di tennisti e giudicare oggettivamente questo importante modello.

Partiamo come sempre dalle innovazioni tecniche, visto che sono queste a fare la differenza per ogni nuovo modello che esce. Innanzitutto, le corde. La Babolat, per questo modello del 2017 ha deciso di ridisegnare lo schema corde FSI Power Technology, donando i fori dei passacorde di una forma a diamante e uno spazio più ampio fra una corda e l’altra. Grazie a questo piccolo accorgimento, la pesantezza della palla e la potenza della racchetta ne saranno notevolmente aumentati.

Babolat Pure Drive 2017La Babolat Pure Drive 2017, comunque, non è ‘sul pezzo’ solo per quanto riguarda la potenza e il topspin, ma anche per ciò che concerne l’ammortizzamento delle vibrazioni sul braccio e sul gomito. Dato che molti tennisti soffrono di questi problemi, Babolat ha pensato di ammodernare il sistema Cortex.

L’azienda francese ha inserito, infatti, un piccolo inserto in gomma viscoelastica che provvede ad aumentare la sensibilità nei colpi e a proteggere il braccio e il gomito da vibrazioni eccessive. E’ chiaro, se si hanno forti problemi si sconsiglia di utilizzare un telaio Babolat (a quel punto è meglio prendere una ProKennex), ma sono da sottolineare i passi avanti e le migliorìe effettuate su uno dei noti punti deboli di casa Babolat.

Rimane inalterato il Woofer System, un accorgimento che Babolat ha deciso di usare per aumentare la potenza di una racchetta già esplosiva di suo, un vero e proprio fucile da fondocampo. Ma veniamo adesso all’aspetto del gioco, che senza dubbio è quello che interessa di più i tennisti di livello intermedio e avanzato.

Inutile nascondersi dietro a un dito: questa ottima racchetta è pensata soprattutto per tennisti di livello intermedio, dato che il suo gioco è semplice (aiuta molto nell’impatto) ed è perfetto per chi è abituato a picchiare da fondocampo con grande potenza. I colpi escono dalle corde sicuri, potenti, e il topspin sarà certamente un punto di forza soprattutto sulla terra rossa. Un consiglio: evitate tensioni di corda troppo basse, almeno dai 24 in su.

Il servizio è sempre preciso e potente, con un ottimo mulinello da effettuare nelle rotazioni in kick, anche se il peso di questo modello è assolutamente ragguardevole. Peso, però, che non le impedisce di essere anche maneggevole e morbida sotto rete, capace di volée e demi-volèe di pregevole fattura. Insomma, questa Babolat Pure Drive 2017 è una di quelle racchette che sanno fare bene tutto e che ha pochi punti deboli. Se proprio ne vogliamo trovare uno, diremmo una leggera mancanza in sensibilità (palle corte soprattutto), ma la perfezione, si sa, non si può avere.

 

Conclusioni sulla Babolat Pure Drive 2017

La Babolat Pure Drive 2017 è una racchetta perfetta per chi ama spingere da fondo e picchiare forte, soprattutto in topspin.



 

Caratteristiche della Babolat Pure Drive 2017

Ovale: 100
Lunghezza: 68,5 cm
Peso: 318 g
Bilanciamento: 33 cm
Swingweight: 324
Rigidità: 71

Tensione: 23- 27 Kg

Telaio: 23 – 26 – 23
Schema corde: 16×19



  • Controllo - 80
  • Potenza - 91
  • Topspin - 85
  • Backspin - 77
  • Servizio - 80
  • Volée - 72
  • Maneggevolezza - 80

In sintesi

La Babolat Pure Drive 2017 è l'ideale per chi vuole essere potente in campo, aggredendo i colpi.

Parere utenti: 4.5 (4 voti)
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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio. La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer. Contatti: francesco_agostini@hotmail.it