Indian Wells: oggi parliamo di uno dei tornei più importanti giocati sul cemento americano.

Indian Wells

La piccola cittadina di Indian Wells si trova nella contea di Riverside, in California, vicino Palm Springs. Benché molto piccola (stiamo parlando di all’incirca 5.000 abitanti), Indian Wells possiede una particolarità assoluta. Essa, infatti, è la cittadina con il più alto tasso di miliardari in tutti gli Stati Uniti d’America.



 

In media ogni abitante di Indian Wells ha un guadagno che si aggira intorno ai 90.000,00 dollari l’anno, una cifra assolutamente ragguardevole. Non è un caso, quindi, che l’età media sia molto, molto alta: 65 anni d’età all’incirca.

Il torneo di Indian Wells, il BNP Paribas Open

Indian WellsNaturalmente il punto di forza della cittadina di Indian Wells è il suo torneo, l’importante Atp Masters 1000 giocato sul cemento. La struttura del centrale è a dir poco imponente: è capace di ospitare la bellezza di 16.000,00 posti e può vantare di ampio spazio tra il campo e il pubblico.

La superficie, come già detto in precedenza, è il cemento: un cemento molto rapido, a dispetto di altri campi. Oltre a questa particolarità, è bene sottolineare come le condizioni climatiche di Indian Wells siano a volte estreme dato il grande caldo che si avverte sul campo da gioco.

Il prize money del torneo di Indian Wells è piuttosto elevato dato che si aggira intorno ai 7 milioni di dollari. Non poteva essere altrimenti, comunque, dato che è un Atp Masters 1000, appena un gradino sotto il titolo di Slam, il massimo grado di un torneo nel tennis.



 

Veniamo adesso all’albo d’oro, L’edizione del 2017 è stata vinta dallo svizzero Roger Federer che ha spezzato un’egemonia di 3 anni del serbo Novak Djokovic durata dal 2014 al 2016. Precedentemente aveva messo il suo sigillo lo spagnolo Rafael Nadal, a suo agio su una superficie potenzialmente ostica come questa.

 

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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi Roma TRE, Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.La banana di Chang, le bottigliette di Nadal, i passetti di Agassi e la lingua di Sampras. Ma, soprattutto, il naso a patata di Federer.